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Farmaci equivalenti ed originali. Differenze?

Farmaci equivalenti ed originali. Differenze?
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Quale differenza passa tra un farmaco equivalente ed un farmaco originale?

Facciamo chiarezza in questo articolo.

Farmaci equivalenti: cosa sono e in cosa differiscono dai farmaci originali

Quando si parla di farmaci, capita spesso di sentir nominare i farmaci equivalenti (o “generici”). Molti si chiedono se funzionino davvero come i medicinali “di marca” e quale sia la differenza tra i due.
Vediamo di chiarire tutto in modo semplice.

Cosa sono i farmaci originali?

Il farmaco originale è il medicinale sviluppato per primo da una casa farmaceutica.
La sua produzione richiede anni di ricerca, studi clinici approfonditi e investimenti molto elevati. Per questo, quando viene lanciato sul mercato, è protetto da un brevetto che dura in genere 10-20 anni.

Durante questo periodo, solo l’azienda che lo ha scoperto può produrlo e venderlo.

Cosa sono invece i farmaci equivalenti (generici)?

Un farmaco equivalente è un medicinale che contiene lo stesso principio attivo, nella stessa quantità, con la stessa forma farmaceutica (compresse, capsule, sciroppo, ecc.) e la stessa efficacia del farmaco originale.
Diventa disponibile dopo la scadenza del brevetto del farmaco originatore.
In altre parole:
- stesso principio attivo
- stessa sicurezza ed efficacia
- stessa qualità
- costa meno

Perché costano meno?

Il prezzo dei farmaci equivalenti è più basso perché:
- non devono ripetere gli studi di ricerca già svolti dall’azienda che ha scoperto il prodotto;
- non hanno costi di marketing e pubblicità elevati;
- la legge impone un prezzo inferiore rispetto all’originale.

Il risparmio non riguarda la qualità, ma solo i costi di sviluppo e distribuzione.

Ci sono differenze tra originale ed equivalente?

Sì, ma non riguardano l’efficacia.

Le uniche differenze possono essere:
- gli eccipienti, cioè le sostanze che accompagnano il principio attivo (coloranti, conservanti, agenti di compressione);
- l’aspetto esteriore, come colore, forma, confezione o nome commerciale.

Queste variazioni non modificano l’azione del farmaco e sono autorizzate dal Ministero della Salute e dall’AIFA.

Funzionano allo stesso modo?

Sì.
Per essere approvato, un farmaco equivalente deve dimostrare la cosiddetta bioequivalenza, cioè la capacità di raggiungere nel sangue la stessa quantità di principio attivo, con gli stessi tempi e con la stessa efficacia del medicinale di marca.

Quando scegliere un equivalente?

I farmaci equivalenti sono una scelta consigliata in molti casi, soprattutto quando si vuole:
- risparmiare mantenendo la stessa terapia,
- aumentare l’accessibilità ai trattamenti,
- seguire le indicazioni del Servizio Sanitario Nazionale, che spesso li favorisce.

In alcune situazioni particolari (allergie a eccipienti specifici, terapie molto delicate) il medico o il farmacista possono suggerire di valutare caso per caso.

Conclusione

I farmaci equivalenti sono sicuri, efficaci e controllati esattamente come i farmaci originali.
La vera differenza sta nel prezzo, non nella qualità.

Per qualsiasi dubbio, il consiglio più importante è sempre lo stesso:
- chiedi al tuo farmacista di fiducia.

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